Chi sono

Ho scelto di titolare il mio blog “Urli di colore” perché i miei dipinti hanno colori accesi, fortemente contrastanti. Sono come urli dell’anima; un misto di gioiosa espressione interiore e malinconia. È evidente a tal proposito il riferimento, in alcune opere , a Van Gogh, per il vigore e la violenza attraverso i quali esprime il suo malessere, e a Klimt per la ricerca decorativa. Ecco, nelle mie opere coesistono questi due elementi: il desiderio di realizzare cose esteticamente piacevoli e il bisogno incontrollato di esprimere un malessere intimo.



Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post

giovedì 4 luglio 2024

La battaglia dei pagliacci

La battaglia dei pagliacci


La battaglia dei pagliacci (particolare)

La battaglia dei pagliacci è un grande pannello decorativo, ricco di colori, che nella sua festosa apparenza, vuole esprimere una tragica metafora delle guerre combattute, spesso con ferocia, da vittime e carnefici inconsapevoli manipolati da potenti pagliacci con ridicole motivazioni.  Le guerre quindi, guardate  da debita distanza, appaiono delle tragiche pagliacciate senza vincitori né vinti a beneficio di occulti interessi di pochi burattinai.


 

domenica 7 febbraio 2016

Nature morte

Mario Errico. Natura morta 7. Pennelli digitali
La Natura morta è un soggetto ricorrente nella Storia dell'Arte. Si può risalire ai dipinti dell'antica Roma nella decorazione delle domus. Ma solo nel XVII secolo La Natura morta diventa un soggetto autonomo. Gli oggetti rappresentati con eccezionale realismo non erano solo piacevoli, essi celavano anche un significato simbolico, spirituale e moraleggiante in ossequio alle indicazioni controriformiste della Chiesa cattolica. Dalla fine dell'Ottocento però, gli artisti si servono della Natura morta per la ricerca estetica di nuove forme di espressione dove gli elementi della composizione passano in secondo piano rispetto alla modalità con la quale essi vengono rappresentati.

Mario Errico. Natura Morta 8. Pennelli digitali
La mia nuova ricerca artistica si muove su questa linea, ma gli oggetti rappresentati sono solo evocativi. Mi interessa l'eleganza della forma e gli accostamenti cromatici che fanno del dipinto un oggetto decorativo e un complemento di arredo conservando però la forza espressiva del segno e del colore.
Mario Errico. Natura morta con Luna e stivale


lunedì 28 dicembre 2015

Natura morta n°7

Mario Errico. Natura morta n°7. Pennelli digitali
Questo dipinto è stato realizzato con MyPaint,  programma open surce di Linux Ubuntu che permette di disegnare e dipingere con il mause o una tavoletta grafica simulando svariate tecniche pittoriche tradizionali. Molto utile agli artisti dell'era digitale ma legati alla tradizione come me.

venerdì 28 febbraio 2014

La notte e il giorno



Realizzare un opera che sia apprezzabile per la sua originalità è come vivere in uno stato di grazia. Passano a volte giorni, addirittura mesi, durante i quali io, per esempio, sono assolutamente privo di idee e di volontà. Conoscendo però questo mio limite evito allora di avvicinarmi alla tela, aspetto, so che gli stimoli arriveranno: da una lettura, da un incontro, guardando le opere di artisti del passato. Ecco quest'ultima è la cosa che faccio spesso: guardare le opere degli artisti del passato. Quando ho bisogno di dipingere ma non ho un soggetto interessante da proporre, reinterpreto, mi affido cioè alla citazione, rappresento un soggetto vecchio rivisitato con modalità grafiche o pittoriche nuove. Funziona sempre.

Un dipinto digitale


Il progresso tecnologico mette a disposizione nuovi strumenti di lavoro che inducono, gradualmente a cambiare il proprio rapporto con l’ambiente , con le cose, con la gente. Anche il modo di produrre arte cambia. Per esempio gli impressionisti, nell’ultimo trentennio dell’Ottocento, non potettero fare ameno di prendere in considerazione che lo sviluppo di nuovi mezzi di comunicazione, fisica e culturale, comportava inevitabilmente un’evoluzione nel modo di leggere e riprodurre la realtà. Il treno con i suoi lunghi binari e le stazioni ferroviarie avevano modificato il paesaggio urbano, mentre la neo-nata fotografia permetteva di riprodurre la realtà come mai fino ad allora. Qual’era il ruolo dell’arte? Si chiesero gli impressionisti. Questo fu solo il primo passo verso la modernità: da Duchamp a Warhol, per citarne qualcuno, i nuovi mezzi di comunicazione sono diventati anche strumenti di produzione artistica.

giovedì 2 gennaio 2014

Improvvisazione

A volte bisogna lasciarsi andare alle proprie sensazioni istintive. Così come decisero di fare gli artisti astratti e surrealisti dei primi anni del Novecento, oppure, con più forza, i pittori informali della seconda metà del Novecento. I risultati sono spesso stupefacenti. La casualità impulsiva è confortata però dall'esperienza che determina la qualità dei risultati. Infatti l'artista esperto. anche se in modo apparentemente irrazionale, costruisce una composizione equilibrata; sceglie con gusto i colori e traccia segni armoniosi come una composizione musicale. Il risultato è un'opera che esprime al massimo le proprie istanze interiori. L'artista comunica se stesso senza filtri.

sabato 3 luglio 2010

Schizzi


Gli schizzi a penna hanno un fascino particolare; hanno l'immediatezza dell'appunto e sono quindi direttamente collegati alle spontanee sensazioni dell'artista, senza la mediazione del tempo e di una tecnica che costringe l'autore a ripensamenti distruttivi dell'enfasi creativa del momento.

domenica 14 settembre 2008

L'errore e l'emozione






Oggi l'elaborazione digitale offre enormi opportunità creative. C'è la possibilità di elaborare, in modo pressoché perfetto, un'opera d'arte e modificarla a piacimento con effetti molto suggestivi. Si può addirittura imitare le tecniche tradizionali di pittura e disegno con una qualità tale da confondere un fruitore sprovveduto. Ma un'artista e un fruitore che per anni è stato legato alla manualità e alla consapevolezza che oltre la "perfezione" c'è l'emozione e il calore del segno personale, nonostante gli errori di proporzione, di prospettiva, di scelta del colore ecc..., non rinuncia mai all'imperfetta bellezza del segno calligrafico, immediato e spontaneo, che offre la materia.

domenica 17 giugno 2007

Trittico

Negli ultimi anni ho cercato di trovare una mediazione tra: ricerca cromatica astratta e contenuto figurativo. Il contenuto decodificabile e oggettivo, secondo i canoni tradizionali, è costituito dalla presenza delle figure; queste però, estrapolate dal loro contesto d’origine, quello che appartiene all’immaginario collettivo, diventano elementi decorativi, forme che perdendo le loro connotazioni narrative si integrano perfettamente nella composizione musicale. E a questa Kandinskij paragona la pittura. La musica si ascolta con l’udito, la pittura si ascolta con gli occhi. Noi non cerchiamo un significato nell’ascolto di una melodia ma proviamo delle sensazioni razionalmente indescrivibili. Perché dovrebbe essere diverso con la pittura? Quindi solo quando ci si libera dai pregiudizi della tradizione e delle convenzioni, si ha la giusta chiave per leggere l’opera d’arte

giovedì 7 giugno 2007

L'opera d'arte

Mario Errico. L'ora di punta. Acrilico su tela


Quando si dipinge c’è sempre, dietro l’angolo, il rischio di realizzare cose scontate o addirittura banali. Non solo per il soggetto scelto ma anche per il modo con cui questo soggetto viene artisticamente trattato. Mi tornano Inizio modulosempre in mente le parole di Renato Guttuso in una trasmissione Rai :
“ A volte uno pensa di aver fatto un’insalata e invece ha fatto un’opera d’arte. Il guaio è quando uno pensa di aver fatto un’opera d’arte e invece ha fatto un’insalata”.

Fine modulo